Vantaggi dello Smart Working

Vantaggi dello Smart Working

Vantaggi dello Smart Working ai tempi del coronavirus

È una circostanza strana, quella in cui scrivo questo articolo. Sul tema dello Smart Working e della flessibilità lavorativa mi interrogo da molto tempo, sin dalla mia triennale dove sui libri di Psicologia dell’Organizzazione. Campeggiava ancora la dicitura “telelavoro”, ma non mi era mai capitato di provarlo in prima persona e per così tanto tempo.

Il mondo cambia in fretta, ci dicono nelle università e nelle aziende. Tuttavia nulla avrebbe potuto prepararci a questo cambiamento così rapido e così radicale. Nessuno, ieri, avrebbe immaginato cosa sta succedendo oggi.

E così questo articolo sullo Smart Working non lo sto scrivendo, come avrei immaginato, in qualche caffetteria dal design minimale e il WiFi libero in centro a Milano, ma in tuta, nella mia casetta nel cuore del Piemonte da cui non esco da quattro giorni.

I 6 principali vantaggi dello Smart Working

È indubbio che lo Smart Working porti a dei vantaggi enormi in termini di:

  1. sostenibilità ambientale: lo dimostra il fatto che le emissioni a Milano siano calate drasticamente in queste settimane, già prima dello stop del Governo a qualsiasi attività ricreativa.
  2. tempo impiegato negli spostamenti – non amo attribuire al tempo parole come “perso” – è calato drasticamente; in Smart Working abbiamo tutti almeno mezz’ora in più, alcuni anche svariate ore. Ore che possiamo usare per posticipare la sveglia del mattino, fare qualche faccenda domestica, o semplicemente stare con la nostra famiglia e i nostri amici.
  3. tempo per stare con la famiglia uno dei motivi principali per cui molti lavoratori scelgono lo Smart Working: nel caso di famiglie con figli piccoli, lavorare da casa consente di ridurre il contrasto lavoro-famiglia e non gravare sul bilancio mensile con asili e baby sitter, mantenendo contemporaneamente il proprio posto di lavoro.
  4. abbattimento delle differenze e employability di tutte le categorie sociali. Grazie allo Smart Working, i lavoratori disabili possono essere occupati e anzi, essi trovano uno spazio in cui essere assolutamente e giustamente equiparati agli altri lavoratori. Pensiamo alle disabilità sensoriali oppure a varie forme di disabilità e malattia invisibili, come la fibromialgia, l’ipermobilità articolare, la fibrosi cistica: queste persone hanno un’intelligenza e, spesso, una preparazione pari a coloro che non soffrono di nessuna patologia, ma vengono discriminati a causa della difficoltà a raggiungere il luogo di lavoro e al doversi adattare a una routine lavorativa rigida che non può tenere conto delle loro esigenze terapeutiche. 
  5. risparmio di risorse per le aziende. Poter lavorare da casa, dall’ospedale o da qualsiasi altro luogo – il cosiddetto Nomadic Work, il lavoro nomade – permette a questi lavoratori di performare allo stesso modo dei loro colleghi, aprendo la strada verso il riconoscimento delle loro piene potenzialità al di là della malattia. Tutto questo grazie a flessibilità che prima venivano concesse in via straordinaria e che oggi sono – o saranno a breve – parte integrante del contratto di ogni lavoratore.

Verso una flessibilità lavorativa

Sembra che la flessibilità lavorativa sia ciò che la nuova forza lavoro richiede. Basti pensare che il 77% dei Millennials preferisce forme di lavoro flessibili e l’84% dichiara di controllare le mail anche fuori dall’orario lavorativo. Addirittura, l’83% dei Millennials dichiara che la flessibilità lavorativa è uno dei primi fattori di scelta. In altre parole: se posti a scegliere tra due occupazioni, molti sceglieranno quella che dà loro più flessibilità. Anche se ciò comporta guadagnare qualcosa in meno.

In sintesi, lo Smart Working offre notevoli vantaggi:

  • Riduzione delle emissioni nocive per l’ambiente;
  • Riduzione del tempo impiegato per il trasporto da e per il posto di lavoro;
  • Miglior conciliazione lavoro-famiglia;
  • Più flessibilità nella gestione degli orari;
  • Occupabilità di categorie minoritarie come i disabili;
  • Risparmio di risorse per l’azienda.

Insomma, il mondo dello Smart Working è tutto in rosa? Non proprio.


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Giulia Berta

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