Comunicazione di coppia: strumenti per migliorare il benessere relazionale

Comunicazione di coppia: strumenti per migliorare il benessere relazionale

Comunicazione di coppia e crisi

Nella società odierna, le relazioni, se da una parte sono caratterizzate dal bisogno e dal sostegno dell’altro, è anche vero che si caratterizzano per una sempre più grande paura, fobia del mostrarsi, di perdere libertà e indipendenza. Questo, a sua volta, rende difficile l’instaurarsi di rapporti di coppia stabili e continui nel tempo.

In questo panorama, la “crisi” della coppia non viene più vista come una occasione di crescita e cambiamento, ma come motivo di rottura: c’è, quindi, bisogno di dare un nuovo significato a tale concetto e farlo rientrare in un meccanismo sano e fisiologico che, se accettato, porta ad un rafforzamento della coppia e alla sua rinascita.

In questo passaggio dalla crisi alla costituzione della nuova coppia, giocano un ruolo fondamentale nella rottura o meno della relazione, le aspettative, ossia quei pensieri rigidi secondo cui nella coppia non vi saranno mai momenti di crisi e che tutto andrà sempre bene: questo comporterà un senso di colpa e frustrazione in uno dei due partner, per non essere riuscito a salvare la storia d’amore.

L’importanza della comunicazione di coppia per il benessere del rapporto

Una volta che la relazione ha preso corpo, la sua qualità e continuità nel tempo, dipenderà dal tipo di comunicazione di coppia che verrà utilizzato.

Ognuno di noi ha un proprio stile comunicativo che è stato interiorizzato a partire dalle prime interazioni con le figure di riferimento, quelle genitoriali, per tutto il periodo dello sviluppo.

In una relazione, è necessario considerare alcuni aspetti della comunicazione che vanno ad influenzare la qualità della relazione stessa.

  1. Comunicazione non verbale: è la più sviluppata perché più arcaica ed è quella che arriva immediatamente all’interlocutore. Il tono di voce, la mimica facciale, la postura etc., sono tutti elementi che contribuiscono a definire il tipo di messaggio che arriva all’interlocutore e anche la sua reazione.
    Ad esempio, se in una conversazione o in un litigio, il mittente incrocia le braccia, le gambe e assume una mimica del viso rigida, è possibile che all’interlocutore arrivi un messaggio “di chiusura” (“non mi interessa cosa stai dicendo, mi sto annoiando, sono irritato”)
  2. Comunicazione rappresentativa (o messaggio IO): il mittente esprime in prima persona il proprio vissuto, le proprie emozioni senza emettere alcun giudizio nei confronti dell’altro. Questo tipo di messaggio si differenza dal messaggio TU, che, esprimendo un giudizio sull’altro, ha come risultato quello di bloccare la comunicazione in quanto viene percepito come un attacco e quindi ci si mette in posizione difensiva.
    Ad esempio, poniamo una situazione in cui uno dei due partner, durante gli eventi in pubblico, tende a considerare poco l’altro partner il quale si sente trascurato. In questo caso, questo ultimo, potrebbe dire:
    • “mi sento trascurata quando fai così” (messaggio io)
    • “tu mi trascuri” (messaggio tu)

In questo senso, è importante introdurre il concetto di indice referenziale che permette di delineare “quando” io mi sento in un determinato modo: serve, cioè, a contestualizzare il mio stato d’animo, a facilitare la comprensione del messaggio affinché non si inneschi il conflitto all’interno della coppia. Criticare, valutare, ridicolizzare, accusare, generalizzare, cambiare argomento, minimizzare, sdrammatizzare, dare consigli, discutere, analizzare etc. son tutti errori comunicativi che vanno a bloccare o attaccare il vissuto dell’altro.

 3. Ascolto attivo: è un concetto molto importante per una comunicazione di coppia efficace e può essere attuato attraverso due strumenti senza i quali vengono messi in atto comportamenti che bloccano la comunicazione:

a) Riformulazione: ha lo scopo di comprendere se il messaggio dell’altro è stato ricevuto correttamente (“se non sbaglio”, “mi pare di capire”). Esistono diversi modi per riformulare un messaggio:

    • Parafrasi: l’interlocutore dice, in altro modo, ciò che ha appena ascoltato. Lo scopo è quello di spingere l’altro ad approfondire il discorso
    • Riepilogo: viene fatto un riassunto di un messaggio che è stato prolisso. Anche in questo caso lo scopo è quello di permettere all’altro di continuare il suo discorso
    • Correttiva: aiuta l’interlocutore attraverso l’espressione di stati emotivi e ha lo scopo di completare la comunicazione
    • Critica: serve a far emergere un aspetto latente del messaggio o poco accennato (“da quanto hai detto si deduce che”)
    • Delucidazione: viene utilizzata quando la comunicazione è confusa e ha lo scopo di riordinarla per favorire la consapevolezza dell’emittente che sarà in grado di continuare il suo discorso
    • Figura sfondo: mette in luce un aspetto o degli aspetti della comunicazione che sono stati posti come secondari ed ha lo scopo di ribaltare la percezione dell’emittente
    • Sottolineatura: vengono enfatizzati alcune parole o concetti importanti e quindi viene introdotto, all’interno della comunicazione, l’aspetto emotivo

b) Verbalizzazioni degli stati emotivi: all’interno della comunicazione di coppia, hanno lo scopo di mettere in luce l’aspetto emotivo del discorso dell’altro, facilitando la sua espressione e favorendo quindi la continuazione della comunicazione (“dalle parole che hai detto ho sentito tanta paura”). In questo modo, il mittente tenderà a concentrarsi sulla sua paura e si sentirà accolto e capito rispetto a ciò che ha detto.

Come si può osservare, una buona comunicazione si basa su strategie che possono essere apprese e che devono considerarsi ottime alternative a tutte quelle strategie disfunzionali che vanno a mirare la qualità e la continuità della relazione.


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