Asolescente scuola problemi

Figlio in adolescenza e scuola media: avete qualche suggerimento?

Buongiorno, Sono la mamma di un ragazzino di 13 anni, figlio unico, che frequenta la 3° media.
Alessandro è un ragazzo sveglio, intelligente, ed educato, così almeno ci riportano amici di famiglia, o genitori di compagni che lo invitano a casa.

Su certe cose più maturo della sua età, su certe invece ancora davvero infantile, ma forse è una caratteristica della pre-adolescenza.

Alla scuola elementare la sua ottima memoria e la facilità di apprendimento gli hanno permesso di vivere con soddisfazione il mero aspetto dei risultati scolastici. C’è stato invece qualche richiamo per via di una certa esuberanza nel gioco, o comunque nel momento dell’intervallo, mal tollerata dalle maestre.

Quello che vorrei segnalare è emerso più avanti, ed ciò per cui mi piacerebbe avere un parere: di fondo Alessandro è un ragazzo che non ha una buona autostima di sè, spesso – ho notato – non riesce a ‘centrare’ quello che capita, attribuendo valore a ciò che lui in primis fa o non fa, ma tende ad esternalizzare le cose, che dipendono da cause esterne, appunto, quali la sfortuna, la difficoltà imprevista di un compito, l’atteggiamento di un Prof. e via dicendo.

Questo in generale, e poi si riflette anche e soprattutto sull’ambito dove i ragazzi vivono la maggior parte del loro tempo e soprattutto dove debbono mettersi più a nudo, cioè sulla scuola.

Stiamo provando, come genitori, a passargli il messaggio opposto, dandogli qualche consiglio sulle sue modalità di impegno, sia in quantità che in qualità. Purtroppo, spesso, non ascolta e fa muro, dice che ‘lui sa’ come fare, e che non ha bisogno di consigli. Non studia volentieri con gli amici, se non per lavori di gruppo richiesti dalle prof., e non usa il cellulare (che ha da 1 anno) per chiedere info sui compiti ai compagni in caso di dubbi, nemmeno a quelli con cui va più d’accordo.

Certo, dalla scuola mi sarei aspettata proprio questo, onestamente… un tentativo di svegliare le curiosità di questi ragazzi apatici, e spesso disinteressati a ciò che li circonda.
Insieme, magari, ad un supporto sul metodo di studio, che da quanto vedo per mie esperienze vicine, viene invece trasmesso il più delle volte da genitori volenterosi ed iper presenti (ed esigenti), ma non dalla scuola!

Di fatto, anche se altalenanti, mio figlio ha ottenuto buoni risultati i primi due anni di scuola media, devo dirle soprattutto durante lo scorso lockdown perchè la DAD tendeva a nascondere un certo lato emotivo che emerge quando è in classe.

Inizio 3° media, il ragazzo non sembra aver lavorato benissimo durante le vacanze estive (ce ne siamo accorti): comunque gli parliamo, dicendo che lato nostro facciamo un passo indietro sull’attenzione, che a volte ci rendiamo conto essere un po’ soffocante, che mettiamo sulle vicende scolastiche.

In particolare io, quando torna evito di chiedergli sempre e subito della scuola, evito di controllare in modo spasmodico (più volte al giorno) il registro di classe, cerco di lasciarlo un po’ in autonomia su tutta la gestione della scuola, materiale, compiti, scadenze…

E qui capita che ci troviamo qualche amara sorpresa: il ragazzo mente sui voti, non ci dice che ha preso qualche 5 perchè non si è preparato per interrogazioni (le famose ‘a sorpresa’ che tutti abbiamo un po’ temuto).
(Quando invece sa che deve studiare, per una verifica o per un’interrogazione programmata, sembra non avere grandi difficoltà a raggiungere un buon grado di preparazione).

Mente con una tale spudoratezza che, quando gli si fa notare cosa c’è riportato sul registro, parla di errori della Prof. nel segnare i voti! Ovviamente non ci sono errori, ci sono 3-4 insufficienze, che per noi non sono comunque così gravi quanto alcune note sul comportamento (risponde ad una Prof., fa polemica, fa casino in palestra con alcuni compagni) e sulle dimenticanze di materiale.

Quello che manca in lui, credo, è un atteggiamento attivo nell’affrontare la scuola; che parte, ad esempio, dal segnarsi bene le scadenze ed i compiti, oltre che nello stare attento in classe, ed arriva anche alla volontà di approfondire un concetto, cosa che lui non fa, mai. La scuola la subisce, quindi ovviamente è solo in parte artefice di ciò che gli capita, non lo ‘governa’ lui appieno!

Non parlo, qui, dei rapporti con i compagni perchè non ne so molto; sappiamo che la classe non ha complessivamente un buon andamento, e che diversi ragazzi disturbano le lezioni in maniera costante, prendendo in giro chi invece vuole impegnarsi.

Non lo scrivo per avere una scusante, solo per citare un ambiente scolastico che non è motivante, in generale.

Al ragazzo piacciono le lingue, e vorrebbe scegliere un indirizzo linguistico; disposti noi ad appoggiare in pieno qualsiasi scelta lui faccia, a 13 anni siamo convinti che possa e debba scegliere qualcosa che possa piacergli, sul futuro poi… si vedrà.

Avete qualche suggerimento o consiglio?

Grazie molte, cordiali saluti.


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1 Commento
  • valentina ambrosio
    Pubblicato alle 21:56h, 11 Novembre

    Buonasera, il quadro che traccia è quello di un ragazzo che da bambino diligente si è trasformato in un preadolescente ribelle e spaccone!
    Questa è un’età difficile da gestire non solo per voi genitori, ma anche per loro perchè stanno cercando di svincolarsi seppur richiedono ancora la vostra presenza.
    Mi viene da dire che bisognerebbe sentire la voce di Alessandro cioè l’altra campana.
    Le consiglio un percorso familiare e/o individuale (qualora suo figlio sia propenso all’idea) per poter migliorare il rapporto tra voi e per aiutarlo a dissipare alcune incertezze, per incrementare la sua autostima, ed essere assertivo in maniera più adeguata.
    Spero di essere stata utile
    cordiali saluti
    Valentina Ambrosio

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